
Contenitori interrati
Realizziamo isole con contenitori interrati a campana da 3 a 5 m³, per conferire in ordine e con poco ingombro visivo.
Guide e risorse
Capacità, frazioni, spazi, viabilità, mezzi di raccolta e sistemi di svuotamento per un'isola ecologica di prossimità. Guida tecnica Bunder per la progettazione.

Progettare un'isola ecologica di prossimità significa organizzare un punto di raccolta in modo che contenitori, utenti, mezzi e operazioni di svuotamento funzionino come un unico sistema.
La posizione dell'area, la capacità dei contenitori e la modalità di conferimento sono importanti, ma non bastano. Una configurazione apparentemente adatta può diventare poco funzionale se il mezzo di raccolta non riesce a operare correttamente, se gli spazi di manovra sono insufficienti oppure se la volumetria non è coerente con i quantitativi effettivamente conferiti.
Per questo la progettazione dovrebbe partire dal servizio che si vuole svolgere e arrivare soltanto dopo alla scelta del contenitore.
Bunder propone sistemi interrati, seminterrati e fuori terra per la raccolta di prossimità, comprese campane interrate, pedane idrauliche per cassonetti e contenitori seminterrati in diverse configurazioni.
Nel linguaggio corrente del settore, un'isola ecologica di prossimità è un punto organizzato sul territorio nel quale vengono concentrati uno o più contenitori destinati alle diverse frazioni della raccolta.
ARERA utilizza il concetto di raccolta “di prossimità” per distinguere questo modello dalla raccolta domiciliare e dalla raccolta stradale, includendo anche sistemi basati su isole ecologiche ad accesso controllato.
È però importante non confondere automaticamente un'isola ecologica di prossimità con un centro di raccolta.
Il centro di raccolta disciplinato dal D.M. 8 aprile 2008 è una struttura soggetta a una disciplina specifica, relativa alle modalità di realizzazione, gestione e alle tipologie di rifiuti conferibili.
Un'isola di prossimità può invece essere costituita da un insieme di contenitori destinati alla normale organizzazione della raccolta urbana sul territorio.
La distinzione è importante soprattutto quando un Comune o un gestore deve definire correttamente il progetto, il modello di raccolta e gli eventuali adempimenti collegati all'intervento.

Il primo errore da evitare è partire dal contenitore.
Prima di scegliere una campana interrata, una pedana per cassonetti oppure un sistema seminterrato bisogna definire come dovrà funzionare il punto di raccolta.
Le domande iniziali sono relativamente semplici:
La scelta della tecnologia arriva dopo.
Bunder propone, per esempio, campane interrate da 3, 4 e 5 m³, pedane per cassonetti da 1.100 L e 1.700 L abbinate a sistemi di raccolta a carico posteriore e pedane per cassonetti stazionari da 2.400 L e 3.200 L per compattatori a carico laterale. Sono inoltre disponibili sistemi seminterrati con capacità che, secondo la configurazione, arrivano fino a 5.000 L.
Queste configurazioni non sono equivalenti. La loro scelta deve seguire l'organizzazione del servizio.
La capacità dei contenitori è uno dei primi elementi da dimensionare, ma non dovrebbe essere definita semplicemente in base allo spazio disponibile.
Per un progetto serio bisogna partire dai dati del servizio.
Sono particolarmente utili:
Se il progetto riguarda un Comune con forte componente turistica, ad esempio, il dimensionamento basato esclusivamente sui quantitativi medi annui potrebbe non rappresentare correttamente il periodo di maggiore affluenza.
Lo stesso problema può presentarsi in località con seconde case, aree commerciali, strutture ricettive oppure quartieri caratterizzati da una forte variazione stagionale.
Aumentare la capacità disponibile può consentire di programmare svuotamenti meno frequenti, ma non significa automaticamente che questa sia la soluzione più conveniente.
Un contenitore più grande occupa spazio, richiede determinate modalità di movimentazione e deve rimanere compatibile con il mezzo destinato allo svuotamento.
Al contrario, una volumetria insufficiente può portare a riempimenti frequenti, interventi aggiuntivi e maggiore pressione sul servizio.
La progettazione dovrebbe quindi cercare un equilibrio tra capacità disponibile e frequenza operativa.
ISPRA ha evidenziato, nei propri standard tecnici per i servizi di igiene urbana, l'importanza di dimensionare la rete di raccolta in relazione alle modalità organizzative del servizio e alle frazioni interessate.
Un'isola di prossimità può essere composta da un singolo contenitore oppure da una configurazione destinata a più frazioni.
La composizione dell'isola dipende dal modello di raccolta adottato e dagli obiettivi del servizio.
Per la raccolta differenziata possono essere previste, secondo le esigenze locali, frazioni come:
La scelta non deve essere fatta soltanto in base al numero di frazioni disponibili.
Ogni frazione ha caratteristiche differenti in termini di produzione, volume, frequenza di raccolta, modalità di conferimento e sistemi di svuotamento.
L'organico, per esempio, presenta esigenze diverse da quelle del vetro o del cartone. Anche per questo motivo Bunder dispone di configurazioni seminterrate specificamente dedicate alla frazione organica, oltre a sistemi destinati alle altre frazioni.
È probabilmente il passaggio più importante dell'intero progetto.
Il sistema di raccolta deve essere compatibile con il mezzo disponibile e con le modalità operative del gestore.
Una campana interrata, per esempio, può essere svuotata tramite sistemi di presa dedicati. Le soluzioni Bunder comprendono campane da 3, 4 e 5 m³ movimentabili con caricatori, press container tradizionali o sistemi automatici bilaterali.
Un sistema diverso è quello basato su pedane idrauliche.
Per cassonetti da 1.100 o 1.700 L Bunder prevede pedane idrauliche utilizzabili con tradizionali compattatori a carico posteriore. Per cassonetti stazionari da 2.400 o 3.200 L sono invece disponibili pedane destinate a compattatori a carico laterale.
La scelta deve quindi rispondere a una domanda concreta:
Quale mezzo deve arrivare davanti all'isola e quali operazioni deve svolgere per svuotarla?
Se questa domanda non ha una risposta precisa, il dimensionamento del punto di raccolta non è ancora completo.
La stessa tecnologia può essere appropriata in una strada e poco adatta in un'altra.
La larghezza della carreggiata, la presenza di parcheggi, le intersezioni, la possibilità di fermata del mezzo e la necessità di mantenere libero il traffico durante le operazioni di raccolta incidono direttamente sulla soluzione.
Bunder indica, per esempio, i cassonetti caricabili su pedana interrata come particolarmente adatti a strade strette e centri storici, mentre i cassonetti stazionari interrati per raccolta laterale sono indicati per strade di facile scorrimento.
Questo tipo di distinzione è importante perché la viabilità non riguarda soltanto l'accesso degli utenti.
Il mezzo deve poter:
Il progetto deve quindi considerare il percorso reale del mezzo, non soltanto la posizione del contenitore sulla planimetria.
Quando si parla di spazio disponibile, non bisogna considerare esclusivamente l'ingombro del contenitore.
Un'isola interrata comprende diversi elementi.
A seconda della configurazione possono essere necessari:
Nel caso delle pedane per cassonetti interrati, Bunder descrive ad esempio un sistema costituito da cassero monoblocco in cemento armato, pedana elettroidraulica a pantografo, pedana esterna, elettropompa, torrini di conferimento e unità di controllo.
Questo significa che la planimetria dell'isola deve essere sviluppata considerando l'intero sistema.
Quando la soluzione prevede uno sviluppo sotto il piano stradale, la progettazione non può fermarsi alla superficie.
Prima della realizzazione è necessario verificare le condizioni specifiche del sito e, quando pertinenti, la presenza di:
La disponibilità di uno spazio apparentemente libero in superficie non significa infatti che lo stesso spazio sia utilizzabile per un sistema interrato.
Questa fase dovrebbe essere affrontata prima di definire definitivamente posizione e dimensioni dell'isola.
Nel caso di interventi su suolo pubblico vanno inoltre verificate le specifiche prescrizioni urbanistiche, edilizie, viarie e locali applicabili al sito.
Non esiste una verifica autorizzativa identica per ogni Comune e per ogni configurazione. È quindi preferibile evitare di considerare la procedura amministrativa come un passaggio standard uguale in tutti i progetti.
Un'isola ben progettata deve funzionare anche dal punto di vista del cittadino.
Il punto di conferimento deve essere riconoscibile e utilizzabile senza creare condizioni di conflitto con il traffico o con i flussi pedonali.
Vanno considerate, a seconda del contesto:
Questo aspetto diventa particolarmente importante quando l'isola è utilizzata da molte persone oppure quando il modello di raccolta prevede l'accesso tramite sistemi elettronici.
Le soluzioni Bunder possono essere integrate con sistemi hardware e software per il controllo degli accessi e del livello di riempimento.

Il controllo degli accessi non deve essere considerato automaticamente necessario.
Può essere utile quando il gestore o l'amministrazione hanno la necessità di:
L'utilità dipende dal modello organizzativo.
In un'area di raccolta liberamente accessibile da tutta la popolazione potrebbe non essere necessario introdurre lo stesso livello di controllo previsto per un punto dedicato a determinate categorie di utenti.
Una seconda funzione tecnologica riguarda il livello di riempimento.
Bunder indica la possibilità di installare sistemi hardware e software per monitorare il livello dei contenitori interrati, seminterrati e fuori terra.
Il valore di questa tecnologia dipende da come il gestore utilizza il dato.
Un sensore installato senza un processo organizzativo che utilizzi le informazioni ricevute produce un beneficio limitato.
La domanda da porsi è quindi:
Che cosa farà il gestore quando il sistema segnala che un contenitore sta raggiungendo il livello di riempimento programmato?
Il dato può avere valore quando viene collegato alla pianificazione dei giri, alla programmazione degli svuotamenti e alla verifica del servizio.
Non tutte le aree devono necessariamente essere servite da un sistema completamente interrato.
Può essere preso in considerazione quando l'obiettivo è concentrare una capacità significativa sotto il piano stradale, limitando l'ingombro visibile e sfruttando configurazioni specifiche per lo svuotamento.
Bunder propone campane interrate e sistemi a pedana idraulica con diverse modalità di raccolta.
Può rappresentare una soluzione intermedia.
Una parte del contenitore rimane sotto il livello del terreno mentre una porzione resta visibile.
Bunder propone sistemi seminterrati in polietilene e in acciaio, destinati anche ad aree periferiche, zone di servizio, contesti rurali e montani, porti e marine.
Può essere valutato quando le caratteristiche del sito rendono poco conveniente o poco praticabile un'opera interrata.
Bunder include infatti nella propria gamma anche contenitori fuori terra per la raccolta di prossimità.
La progettazione corretta non consiste quindi nel decidere a priori che l'isola debba essere interrata.
Consiste nel verificare quale configurazione risponde meglio alle condizioni del territorio e dell'organizzazione del servizio.
Il punto di raccolta deve poter essere utilizzato quotidianamente, ma deve anche poter essere ispezionato e mantenuto nel tempo.
Per questo, durante la progettazione, è opportuno considerare:
La progettazione non dovrebbe quindi valutare soltanto il costo di acquisto.
Per un gestore che utilizzerà il sistema per molti anni, è più utile considerare il funzionamento complessivo nel tempo.
Uno dei vantaggi della progettazione di un'isola di prossimità è la possibilità di costruire una configurazione coerente con i mezzi già disponibili.
Questo può ridurre la necessità di modificare contemporaneamente il parco mezzi e il sistema di raccolta.
Ma non bisogna dare per scontata la compatibilità.
Prima di definire l'isola è opportuno verificare:
Nel caso delle soluzioni Bunder, questa relazione è esplicita: differenti sistemi interrati sono pensati per lavorare con compattatori posteriori, compattatori laterali oppure mezzi dotati di sistemi di sollevamento.
Quando l'isola di prossimità rientra in una fornitura pubblica o in un progetto più ampio di igiene urbana, il progetto deve essere coerente anche con la documentazione di gara.
Per i servizi di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani e per la fornitura di contenitori e relative attrezzature esistono Criteri Ambientali Minimi specifici. Il D.M. 23 giugno 2022 n. 255 disciplina, tra gli altri aspetti, l'affidamento dei servizi di raccolta e trasporto, la pulizia e lo spazzamento e la fornitura di contenitori e attrezzature per la raccolta dei rifiuti urbani.
Questo non significa che ogni caratteristica tecnica di un'isola interrata sia automaticamente prescritta dai CAM.
Significa piuttosto che, in una procedura pubblica, la progettazione deve essere verificata insieme al quadro tecnico e ambientale applicabile alla specifica fornitura.
Per un RUP o un ufficio tecnico questo è un passaggio da affrontare prima della pubblicazione della documentazione di gara, non durante la fase di acquisto del prodotto.
Una semplice planimetria con la sagoma dell'isola non è sufficiente.
La rappresentazione del progetto dovrebbe permettere di capire come si muovono contemporaneamente:
È utile rappresentare almeno:
Area di conferimento
Dove si posizionano gli utenti e da quale direzione raggiungono i contenitori.
Area operativa
Dove deve posizionarsi il mezzo durante le operazioni di svuotamento.
Ingombro del sistema
Cassero, contenitori, pedane, elementi emergenti e componenti accessori.
Traiettorie
Percorsi di accesso e uscita dei mezzi, quando necessari.
Interferenze
Parcheggi, marciapiedi, alberature, arredi, segnaletica e altri elementi presenti nell'area.
Una progettazione di questo tipo permette di intercettare molti problemi prima della fase di installazione.
Uno degli errori più comuni consiste nel scegliere il contenitore prima di avere definito il sistema di raccolta.
Un altro è dimensionare l'isola sulla base della capacità nominale senza analizzare i quantitativi effettivamente raccolti.
È inoltre rischioso considerare soltanto lo spazio occupato dal contenitore e trascurare quello necessario alle operazioni del mezzo.
Tra gli aspetti da verificare rientrano anche:
Una scelta corretta sulla carta può quindi diventare una soluzione poco efficiente se viene progettata senza considerare il funzionamento quotidiano.
Per un Comune, un gestore o un progettista può essere utile seguire questa sequenza:
1. Definire l'utenza
Quante persone o attività utilizzeranno il punto di raccolta?
2. Analizzare i quantitativi
Quali volumi vengono raccolti per ciascuna frazione?
3. Definire la frequenza
Ogni quanto tempo deve essere effettuato lo svuotamento?
4. Individuare la flotta
Quali mezzi e sistemi di presa sono già disponibili?
5. Analizzare il sito
Quali sono viabilità, spazi, sottoservizi e condizioni del terreno?
6. Scegliere la configurazione
Interrata, seminterrata o fuori terra. Campana, pedana o altra soluzione.
7. Disegnare l'operatività
Come arrivano gli utenti? Come opera il mezzo? Dove si svolge lo svuotamento?
8. Valutare la tecnologia
Controllo accessi, sensori di riempimento o sistemi digitali soltanto quando sono coerenti con il modello di gestione.
9. Verificare il quadro amministrativo
Urbanistica, edilizia, viabilità, suolo pubblico, regolamenti locali e documentazione di gara.
10. Valutare la gestione nel tempo
Manutenzione, ricambi, accessibilità tecnica e costi operativi.
Questa sequenza riduce il rischio di trasformare la scelta del contenitore nel punto di partenza di un progetto che, invece, dovrebbe partire dal servizio.
Non esiste una configurazione universalmente migliore.
Una campana interrata può essere interessante quando sono richieste volumetrie importanti e il sistema di raccolta dispone di mezzi e attrezzature compatibili con il sollevamento.
Una pedana per cassonetti caricabili può essere adatta quando il progetto deve mantenere una forte compatibilità con una raccolta a carico posteriore, anche in contesti dove la viabilità è più vincolata.
Una pedana per cassonetti stazionari può essere valutata quando il servizio dispone di mezzi a carico laterale e l'area consente l'operatività richiesta dal sistema.
Un contenitore seminterrato può essere preso in considerazione quando si cerca un'elevata capacità con una configurazione che mantiene una parte del sistema sopra il livello del terreno.
In altri casi può essere più razionale un sistema fuori terra.
La decisione dovrebbe quindi essere presa sulla base del territorio, della logistica e del modello di raccolta.
Non esiste un prezzo standard. Il costo dipende dalla tipologia di contenitori, dalla capacità, dal numero di frazioni, dalla configurazione del sistema, dalle opere necessarie sul sito, dai sistemi di svuotamento, dagli eventuali sistemi elettronici e dalle condizioni dell'area.
Dipende dalle frazioni raccolte e dai quantitativi prodotti dalle utenze servite. Non esiste un numero standard valido per tutti i territori.
La capacità deve essere dimensionata in funzione dei quantitativi raccolti, della frequenza di svuotamento, delle frazioni e dell'organizzazione del servizio. Nella gamma Bunder sono disponibili configurazioni con capacità differenti, tra cui campane interrate da 3, 4 e 5 m³ e sistemi a pedana per cassonetti da 1.100, 1.700, 2.400 L e 3.200 L.
Lo spazio dipende dalla configurazione. Bisogna considerare non soltanto il volume dei contenitori, ma anche casseri, pedane, punti di conferimento e area necessaria alle operazioni di raccolta.
Può essere una soluzione da valutare, ma la scelta dipende da viabilità, spazi, sottoservizi, condizioni del sito e sistema di raccolta. Bunder indica specifiche configurazioni per strade strette e centri storici.
Alcune configurazioni sono progettate proprio per essere integrate con autocompattatori a carico posteriore o laterale. La compatibilità deve essere verificata in base al modello del cassonetto, alla pedana e all'attrezzatura del mezzo.
Sì, quando il sistema viene configurato con dispositivi dedicati al controllo degli accessi. Bunder indica sistemi hardware e software integrabili con i propri contenitori.
Sì. I sistemi proposti da Bunder possono essere dotati, secondo configurazione, di tecnologie per il controllo del livello di riempimento.
Non necessariamente. Il termine "centro di raccolta" identifica una struttura disciplinata dal D.M. 8 aprile 2008, mentre la raccolta di prossimità può essere organizzata attraverso uno o più contenitori collocati sul territorio. La qualificazione concreta del progetto deve essere verificata in relazione alla configurazione e alle norme applicabili.
No. In funzione del territorio possono essere valutati anche sistemi seminterrati o fuori terra. La soluzione dovrebbe essere scelta sulla base delle condizioni del sito e del modello di raccolta.
La progettazione di un'isola di prossimità non dovrebbe partire dalla scelta del contenitore.
Il percorso corretto è l'opposto: prima si definiscono utenze, quantità, frazioni, frequenze, mezzi e condizioni del territorio. Successivamente si individua la configurazione più adatta.
È questa relazione tra elementi a determinare il funzionamento del punto di raccolta.
Bunder mette a disposizione sistemi interrati, seminterrati e fuori terra e diverse modalità di svuotamento, comprese campane, pedane per cassonetti e soluzioni compatibili con differenti modalità di raccolta.
Per un Comune, un gestore ambientale o un progettista, il passaggio più utile è quindi valutare il progetto nel suo insieme prima di definire la fornitura.