CAM e arredo urbano

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CAM e arredo urbano: cosa valutare prima di acquistare cestini, panchine, dissuasori e altri elementi

CAM per arredo urbano: materiali, durabilità e documentazione da verificare prima di acquistare cestini, panchine e dissuasori. Guida Bunder Urban per enti.

Bunder Company

Acquistare arredo urbano con requisiti CAM non significa semplicemente scegliere un prodotto descritto come "ecologico" o accompagnato dalla dicitura "conforme CAM". Per un Comune, un RUP o un progettista, la verifica parte da un passaggio precedente: capire quale CAM si applica alla fornitura e quali requisiti devono essere dimostrati per il singolo prodotto.

Il riferimento oggi vigente per l'arredo urbano è il D.M. 7 febbraio 2023, relativo alla progettazione di parchi giochi, alla fornitura e posa di prodotti per l'arredo urbano e per gli esterni e alla manutenzione. Il decreto è entrato in vigore il 20 luglio 2023 e ha sostituito il precedente riferimento del 2015.

Per chi deve predisporre una gara o valutare un'offerta, la differenza è sostanziale: il CAM stabilisce requisiti ambientali e criteri di verifica, mentre il capitolato deve definire anche le prestazioni tecniche necessarie perché il prodotto sia realmente adatto al luogo e all'uso previsto.

Quale CAM si applica all'arredo urbano?

Il D.M. 7 febbraio 2023 comprende una gamma molto ampia di elementi destinati agli spazi pubblici: panchine, sedute, fioriere, rastrelliere, transenne, steccati, pensiline, dissuasori di sosta, rallentatori, segnaletica, bacheche e altri elementi per parchi, piazze, marciapiedi e aree esterne.

C'è però una distinzione che nei capitolati può creare confusione.

Il decreto precisa che gli appalti per la fornitura dei contenitori destinati alla raccolta dei rifiuti urbani sono disciplinati dai CAM relativi alla gestione dei rifiuti, non dal CAM arredo urbano. Dal 18 giugno 2025 il riferimento aggiornato è il D.M. 7 aprile 2025, che riguarda anche contenitori e sacchetti per la raccolta dei rifiuti urbani.

Questo non significa che un cestino stradale e un cassonetto per la raccolta differenziata debbano essere trattati nello stesso modo.

Un cestino per i piccoli rifiuti collocato in una piazza, in un parco o lungo un percorso pedonale rientra normalmente nell'ambito dell'arredo urbano. Un contenitore destinato al servizio ordinario di raccolta dei rifiuti urbani deve invece essere ricondotto al relativo CAM di gestione dei rifiuti, sulla base dell'oggetto specifico della fornitura.

È quindi utile definire correttamente l'oggetto dell'acquisto prima ancora di confrontare i prodotti.

Cosa impongono realmente i CAM per una fornitura di arredo urbano

Panchine e arredo urbano
Panchine e arredo urbano

L'articolo 57, comma 2, del D.Lgs. 36/2023 prevede l'inserimento nella documentazione progettuale e di gara almeno delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei CAM applicabili. ANAC ha ribadito anche nel 2025 che queste prescrizioni devono essere recepite nella disciplina di gara e possono avere effetti sia sulla definizione dell'offerta sia sulla fase di esecuzione.

Per questo motivo, la conformità CAM non dovrebbe essere valutata attraverso una sola dichiarazione generica del fornitore.

Occorre verificare almeno quattro aspetti:

  • Quale criterio si applica al prodotto
  • Quale requisito deve essere rispettato
  • Quale documentazione dimostra il requisito
  • Se quella documentazione si riferisce realmente al modello offerto

Quest'ultimo punto è particolarmente importante nelle forniture composte da molte famiglie di prodotto.

Ecodesign: durata, riparabilità e disponibilità dei ricambi

Uno dei criteri trasversali del D.M. 7 febbraio 2023 riguarda l'ecodesign.

I prodotti di prima immissione sul mercato devono essere progettati per essere durevoli e, quando composti da più componenti, riparabili. Le parti soggette a usura o danneggiamento devono poter essere rimosse e sostituite agevolmente. Per i prodotti composti da più componenti il produttore deve mettere a disposizione i ricambi per almeno cinque anni. Il criterio richiede inoltre documentazione utile allo smontaggio, alla riparazione e alla corretta gestione dei componenti a fine vita.

Per una panchina, un cestino o un dissuasore questo requisito ha una conseguenza pratica.

Non basta chiedersi quanto costa il prodotto all'acquisto. Occorre capire cosa succede quando una lamiera viene danneggiata, quando una doga si deteriora, quando un componente viene vandalizzato o quando una parte di fissaggio deve essere sostituita.

Un prodotto riparabile può avere un costo di acquisto superiore, ma una gestione più semplice durante la sua vita utile. La valutazione deve quindi comprendere manutenzione, reperibilità dei componenti e tempi di sostituzione.

Il materiale conta, ma deve essere documentato

Il CAM 2023 introduce criteri specifici in funzione del materiale prevalente del prodotto.

Acciaio

Per i prodotti in acciaio è previsto un contenuto minimo di materiale recuperato, riciclato o costituito da sottoprodotti. Il requisito varia in funzione del ciclo produttivo: il CAM indica almeno il 65% per acciaio da forno elettrico non legato, il 60% per acciaio da forno elettrico legato e il 12% per acciaio da ciclo integrale.

Questo dato è particolarmente interessante per elementi come dissuasori, archetti, barriere e molti modelli di arredo urbano metallici.

Dire semplicemente "prodotto in acciaio" non è quindi sufficiente per dimostrare la conformità. Il criterio riguarda anche l'origine e la composizione del materiale e deve essere comprovato attraverso i mezzi di prova previsti dal decreto.

Plastica

Per i prodotti in plastica o nelle miscele plastica-legno, il CAM prevede almeno il 60% di plastica riciclata sul peso complessivo del prodotto o del componente in plastica.

Per gli arredi inseriti in aree verdi il requisito sale al 95%. Per i prodotti costituiti da miscele plastica-vetro il minimo indicato è del 30%.

Il 95% per le aree verdi è un esempio utile per comprendere perché la stessa soluzione non possa essere valutata allo stesso modo in ogni contesto.

La destinazione del prodotto può influenzare il requisito applicabile.

Legno

Per il legno il CAM considera la provenienza da foreste gestite in modo sostenibile oppure l'impiego di materiale riciclato. Sono inoltre richiesti requisiti di durabilità e resistenza agli attacchi biologici in funzione della classe di rischio.

Per dimostrare l'origine sostenibile possono essere utilizzate, nei casi previsti, certificazioni di catena di custodia come FSC o PEFC, riferite al prodotto oggetto della fornitura.

La semplice indicazione "legno certificato" in una scheda commerciale non dovrebbe quindi essere considerata equivalente alla documentazione richiesta dal capitolato.

Anche imballaggio e garanzia fanno parte della verifica

Una parte spesso trascurata è quella relativa all'imballaggio.

Il CAM prevede imballaggi riutilizzati o riutilizzabili, riciclabili e, ove tecnicamente possibile, realizzati con materiali riciclati. Devono inoltre essere separabili per materiale e progettati in modo da ridurre il volume del carico trasportato. Per gli imballaggi in plastica sono previsti specifici requisiti sul contenuto di materiale riciclato.

Anche la garanzia è disciplinata dal decreto. Per la fornitura e posa in opera il fabbricante o il distributore deve garantire i prodotti per almeno tre anni dalla consegna, con esclusione degli atti vandalici e dei danni accidentali; il decreto prevede inoltre una copertura assicurativa di responsabilità civile sui prodotti e sui servizi di manutenzione per almeno 5 milioni di euro.

Sono elementi contrattuali, non semplici caratteristiche commerciali del prodotto.

CAM e prestazioni tecniche sono due verifiche diverse

Un prodotto può rispettare i requisiti ambientali applicabili e risultare comunque inadatto allo specifico progetto.

Il CAM stesso, nella sezione sull'idoneità all'uso, rinvia alla documentazione tecnica e al capitolato per aspetti quali durabilità, sicurezza, inclusività, resistenza agli agenti atmosferici e ai raggi UV e comportamento rispetto alle temperature esterne.

Questa distinzione è essenziale.

Supponiamo che un Comune debba riqualificare una piazza molto frequentata. Per una panchina non è sufficiente verificare il materiale e il contenuto di riciclato. Il progetto dovrà considerare anche il tipo di utilizzo, il sistema di ancoraggio, l'esposizione agli agenti atmosferici, la possibilità di sostituire singole parti, la pulibilità, l'ergonomia e l'inserimento nel contesto architettonico.

Lo stesso vale per i dissuasori.

Un dissuasore può rispettare il requisito ambientale relativo all'acciaio, ma il progettista deve comunque stabilire se serva un elemento fisso, removibile o ribaltabile, quale sistema di fissaggio sia compatibile con la pavimentazione, quale altezza e configurazione siano necessarie e quali esigenze di sicurezza e gestione del traffico debbano essere soddisfatte.

Il CAM definisce una parte della prestazione richiesta. Il progetto definisce il resto.

Come valutare un cestino per arredo urbano

Per un cestino stradale destinato ai rifiuti da passeggio, la valutazione dovrebbe partire dal contesto operativo.

In una zona pedonale ad alta frequentazione possono diventare rilevanti la facilità di svuotamento, la frequenza degli interventi, la resistenza agli atti vandalici, la capacità utile, l'accessibilità per l'operatore, la possibilità di separare le frazioni e la manutenzione.

In un'area verde possono assumere maggior peso la compatibilità con il contesto paesaggistico e i requisiti specifici legati al materiale.

In un'area caratterizzata da grandi volumi di rifiuti da passeggio può avere senso valutare anche un cestino compattante o un sistema di monitoraggio del riempimento. In questo caso, però, la presenza di tecnologia, alimentazione solare o controllo remoto non costituisce di per sé una conformità CAM. La conformità deve essere verificata sui requisiti applicabili al prodotto e sulla relativa documentazione.

Bunder propone diverse famiglie di cestini per arredo urbano, compresi modelli tradizionali e cestini compattanti a energia solare con monitoraggio del livello di riempimento.

Panchine: oltre al design bisogna valutare il ciclo di vita

La panchina viene spesso scelta partendo dall'estetica. Per un acquisto pubblico il processo dovrebbe essere più ampio.

La domanda utile non è soltanto "quale modello si adatta alla piazza?", ma anche:

  • quale materiale è utilizzato;
  • come viene dimostrata la sua conformità ambientale;
  • quali parti possono essere sostituite;
  • quali ricambi sono disponibili;
  • come viene fissata al suolo;
  • come viene mantenuta nel tempo;
  • come reagisce al clima del luogo;
  • quali requisiti di sicurezza e utilizzo sono richiesti dal capitolato;
  • come si integra con gli altri elementi dello spazio pubblico.

Bunder propone una gamma di panchine attraverso la propria linea dedicata all'arredo urbano, con diverse famiglie di design e configurazioni. La documentazione CAM, quando necessaria, deve essere comunque verificata in relazione allo specifico modello e alla specifica procedura di acquisto.

Dissuasori e archetti: il dettaglio costruttivo diventa operativo

Per dissuasori, archetti e barriere, il materiale è soltanto uno dei parametri di scelta.

Il progetto deve considerare il tipo di installazione, la possibilità di rimozione, la resistenza all'ambiente esterno, la gestione degli urti e delle sostituzioni, la compatibilità con la pavimentazione e le esigenze di transito di pedoni, mezzi di servizio o soccorso.

La scelta fra un dissuasore fisso, removibile o ribaltabile può dipendere dall'organizzazione dello spazio più che dal prodotto in sé.

Bunder propone dissuasori, archetti, barriere e protezioni in acciaio zincato o inox, con differenti configurazioni di installazione.

Quali documenti chiedere prima di considerare una fornitura conforme

Per una gara o una richiesta di offerta è utile costruire una vera matrice di verifica, collegando ogni requisito alla relativa evidenza documentale.

Aspetto Cosa verificare
Identificazione prodotto Produttore, modello e codice esatto
Materiale Composizione e materiale prevalente
Requisito CAM Criterio applicabile allo specifico prodotto
Contenuto riciclato Percentuale richiesta e metodo di verifica
Ecodesign Riparabilità, disassemblaggio, ricambi
Prestazioni Requisiti definiti dal capitolato
Installazione Fissaggio, posa e condizioni del sito
Durabilità Documentazione tecnica pertinente
Imballaggio Conformità ai requisiti del CAM
Garanzia Durata e condizioni contrattuali

Per i requisiti sul contenuto riciclato il decreto contempla, a seconda del materiale e del criterio, certificazioni come ReMade in Italy o equivalenti, certificazioni di prodotto basate su tracciabilità e bilancio di massa, EPD e altri mezzi di prova ammessi dal singolo criterio. Non tutte le certificazioni ambientali dimostrano automaticamente tutti i requisiti CAM.

Per questo è preferibile chiedere la documentazione associata al modello effettivamente offerto invece di una generica dichiarazione aziendale di conformità.

Gli errori più frequenti nella scelta

Il primo errore è utilizzare "CAM" come sinonimo di prodotto sostenibile.

Il secondo è verificare soltanto il materiale senza controllare il requisito specifico previsto dal decreto.

Il terzo è accettare una certificazione riferita alla materia prima o alla famiglia di prodotti quando il capitolato richiede evidenze riconducibili al prodotto offerto.

Il quarto è ignorare la fase di esecuzione. Il decreto prevede verifiche anche in aggiudicazione e in esecuzione per diversi criteri, quindi la documentazione non dovrebbe essere raccolta soltanto per superare la fase iniziale della gara.

Il quinto è confondere prestazione ambientale e prestazione tecnica.

Un prodotto può rispettare un requisito ambientale sul materiale e non essere la soluzione corretta per quella specifica piazza, quel parco, quel marciapiede o quel sistema di gestione.

Un metodo pratico per Comune e progettista

Prima di chiedere offerte, conviene partire dal luogo e dal servizio che l'arredo deve svolgere.

Per una nuova area urbana, la sequenza può essere:

  1. definire funzione e contesto di utilizzo;
  2. stabilire quali famiglie di prodotto servono;
  3. individuare il CAM applicabile a ciascuna famiglia;
  4. inserire nel capitolato i requisiti ambientali pertinenti;
  5. definire separatamente prestazioni, dimensioni, installazione e sicurezza;
  6. stabilire quali documenti dovranno essere presentati in gara;
  7. verificare che la documentazione sia associata al modello offerto;
  8. prevedere controlli nella fase di fornitura e posa.

Questo approccio è particolarmente utile negli interventi in cui vengono acquistati contemporaneamente panchine, cestini, dissuasori, rastrelliere, fioriere o altri elementi.

La conformità diventa così una caratteristica verificabile del progetto e della fornitura, anziché una dichiarazione commerciale difficile da controllare.

Come orientarsi nella scelta delle soluzioni Bunder

Bunder dispone di una gamma di soluzioni per arredo urbano che comprende panchine, cestini, cestini compattanti, elementi per la raccolta dei rifiuti da passeggio, dissuasori, archetti e barriere.

Per un progetto soggetto ai CAM, il punto di partenza dovrebbe essere la configurazione richiesta dal contesto: quantità, funzione, materiale, modalità di installazione, condizioni ambientali, manutenzione e requisiti prestazionali.

Successivamente si può verificare, per il singolo modello, la documentazione necessaria a dimostrare i requisiti ambientali richiesti dal capitolato.

Questo metodo consente di confrontare le alternative sulla base di criteri tecnici omogenei e di ridurre il rischio di scegliere un prodotto interessante dal punto di vista estetico o commerciale ma non adeguatamente documentato per la procedura di acquisto.

Domande frequenti

I CAM per l'arredo urbano sono obbligatori negli appalti pubblici?

Per le categorie interessate dai CAM, l'articolo 57, comma 2, del D.Lgs. 36/2023 prevede l'inserimento nella documentazione progettuale e di gara almeno delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei CAM applicabili.

Qual è il CAM vigente per panchine e dissuasori?

Per la fornitura e posa di prodotti per l'arredo urbano e per gli arredi esterni il riferimento è il D.M. 7 febbraio 2023, in vigore dal 20 luglio 2023.

Un cestino per rifiuti è sempre soggetto al CAM arredo urbano?

No. I contenitori destinati alla raccolta dei rifiuti urbani sono disciplinati dal CAM relativo alla gestione dei rifiuti. Il D.M. 7 aprile 2025 comprende infatti anche la fornitura di contenitori e sacchetti per la raccolta dei rifiuti urbani. I cestini per piccoli rifiuti inseriti negli spazi pubblici rientrano invece nell'ambito dell'arredo urbano, in funzione dell'oggetto della fornitura.

Un prodotto in acciaio è automaticamente conforme CAM?

No. Il CAM stabilisce specifici requisiti sul contenuto di materiale recuperato, riciclato o da sottoprodotti e richiede i relativi mezzi di prova. La conformità deve essere verificata sul prodotto offerto e sulla documentazione pertinente.

È sufficiente avere una certificazione ambientale?

Non necessariamente. Il mezzo di prova deve essere coerente con il requisito CAM applicabile e con quanto richiesto dalla documentazione di gara. Per alcuni criteri sono previsti specifici schemi di certificazione, certificazioni equivalenti, EPD o altri mezzi di prova.

I CAM sostituiscono il capitolato tecnico?

No. I CAM definiscono requisiti ambientali minimi, mentre il capitolato deve stabilire le prestazioni tecniche necessarie per l'uso previsto. Il D.M. 7 febbraio 2023 rinvia espressamente al capitolato per diversi aspetti relativi a sicurezza, durabilità, inclusività e idoneità all'uso.

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