Scegliere la capacità dei cassonetti

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1100, 1700, 2400 o 3200 L? Come scegliere la capacità dei cassonetti per la raccolta differenziata

1100, 1700, 2400 o 3200 L? Criteri per scegliere la capacità dei cassonetti in base a volumi, frequenza di svuotamento, frazioni e mezzi. Approfondimento Bunder.

Bunder Company

1100, 1700, 2400 L e 3200 L sono volumetrie molto diffuse nella raccolta dei rifiuti urbani. Scegliere tra queste capacità, però, non significa semplicemente individuare il contenitore più grande che può entrare nell'area disponibile.

La volumetria deve essere coerente con il rifiuto raccolto, i quantitativi prodotti, la frequenza di svuotamento, il sistema di raccolta e il mezzo utilizzato dal gestore.

Un cassonetto da 3200 L contiene nominalmente quasi tre volte il volume di un contenitore da 1100 L. Questo non significa che sia sempre la scelta più efficiente. In alcuni contesti un 1100 L può essere più semplice da gestire, mentre in altri una capacità maggiore può ridurre il numero di contenitori necessari o la frequenza degli interventi.

La scelta va quindi fatta sul sistema nel suo complesso.

Capacità nominale e capacità realmente utilizzabile non sono la stessa cosa

La prima distinzione da fare è tra il volume nominale del contenitore e la quantità di rifiuto che può essere effettivamente gestita prima dello svuotamento.

Le quattro capacità considerate corrispondono nominalmente a:

Capacità Volume nominale
1100 L 1,1 m³
1700 L 1,7 m³
2400 L 2,4 m³
3200 L 3,2 m³

Il salto tra le diverse dimensioni è significativo.

Passare da 1100 a 1700 L aumenta la capacità nominale di circa il 55%.

Passare da 1100 a 2400 L significa più che raddoppiare il volume disponibile, con un incremento di circa il 118%.

Passare da 1100 a 3200 L significa arrivare a una capacità nominale quasi tre volte superiore, con un incremento di circa il 191%.

Questi confronti sono utili, ma sono soltanto il primo passo.

Il volume nominale non dice infatti quanto materiale verrà effettivamente conferito, con quale densità arriverà nel contenitore e quando sarà necessario svuotarlo.

Per questo il dimensionamento deve partire dal servizio e non dal numero stampato sulla scheda tecnica.

Da cosa dipende la capacità corretta?

Cassonetti in acciaio per raccolta differenziata
Cassonetti in acciaio per raccolta differenziata

Il volume da installare dipende soprattutto dal rapporto tra quantità di rifiuti, frequenza di svuotamento e modalità di raccolta.

Prima di scegliere la volumetria è quindi opportuno conoscere:

  • quali frazioni vengono raccolte;
  • quanti utenti utilizzano il punto;
  • quali quantità vengono prodotte;
  • con quale frequenza viene effettuato lo svuotamento;
  • quali variazioni stagionali sono presenti;
  • quale sistema di caricamento viene utilizzato;
  • quale mezzo effettua la raccolta;
  • quanto spazio è effettivamente disponibile.

Anche la distribuzione delle utenze è importante. Un contenitore molto capiente collocato troppo lontano dalle utenze può risolvere un problema di volumetria e crearne un altro relativo all'accessibilità del punto di conferimento.

Le linee guida tecniche di ISPRA evidenziano infatti che il dimensionamento dei contenitori e della rete di raccolta deve essere rapportato agli abitanti serviti, ai quantitativi raccolti e alla frequenza del servizio. Le stesse linee guida sottolineano l'importanza della distanza che l'utente deve percorrere per raggiungere il punto di conferimento.

1100 L: quando può essere una scelta razionale

Il cassonetto da 1100 L è una capacità molto diffusa nei servizi di raccolta urbana.

È una volumetria particolarmente interessante quando il gestore ha bisogno di distribuire più punti di conferimento sul territorio, oppure quando i quantitativi prodotti dalla singola utenza collettiva o dal singolo punto non giustificano una capacità superiore.

Un contenitore da 1100 L può essere preso in considerazione, ad esempio, in:

  • condomini e aggregazioni di utenze;
  • aree con produzione contenuta;
  • punti di raccolta nei quali è necessario mantenere una maggiore distribuzione territoriale;
  • servizi nei quali la frequenza di svuotamento consente di lavorare con una capacità più contenuta.

La volumetria da sola non determina comunque l'efficienza.

In una gara o in una riorganizzazione del servizio è utile chiedersi quanti contenitori da 1100 L servono realmente e dove devono essere collocati.

Una configurazione con più contenitori distribuiti può infatti comportare un numero maggiore di punti da servire rispetto a una soluzione con contenitori di capacità superiore.

Il 1100 L rimane però una dimensione rilevante anche nel mercato pubblico. Per esempio, procedure di acquisto recenti comprendono esplicitamente la fornitura di contenitori da 1100 L per la raccolta differenziata.

1700 L: il compromesso tra distribuzione e capacità

Il 1700 L si colloca in una posizione intermedia.

Rispetto a un 1100 L offre circa il 55% di capacità nominale in più senza arrivare al volume dei grandi cassonetti destinati ai sistemi di raccolta a maggiore capacità.

Può essere interessante quando 1100 L risultano insufficienti ma il passaggio a una volumetria ancora maggiore non è giustificato dai quantitativi o dalle condizioni del sito.

È particolarmente importante, però, valutare questa capacità insieme al sistema di svuotamento.

Nella gamma Bunder, le pedane idrauliche per cassonetti interrati da 1100 L e 1700 L sono progettate per essere svuotate con tradizionali compattatori a carico posteriore.

Questo rende il 1700 L interessante nei progetti nei quali si vuole aumentare la capacità mantenendo una determinata logica operativa.

Non significa che il 1700 L sia sempre preferibile al 1100.

La domanda corretta è piuttosto:

L'aumento di volumetria riduce davvero gli svuotamenti o il numero di punti di raccolta necessari senza creare nuovi problemi logistici?

2400 L: quando entra in gioco una maggiore capacità

Il salto da 1700 a 2400 L porta la capacità nominale da 1,7 a 2,4 m³, con un aumento di circa il 41%.

Rispetto al 1100 L, il volume disponibile è più che doppio.

Una capacità di questo livello può diventare interessante quando un punto di raccolta deve gestire quantitativi importanti e si vuole concentrare una maggiore quantità di rifiuto in un singolo contenitore.

È una volumetria frequentemente associata a sistemi a caricamento laterale. Nella gamma Bunder, infatti, le pedane idrauliche per cassonetti stazionari da 2400 L sono progettate per essere svuotate con compattatori a carico laterale.

Questo aspetto modifica completamente il modo in cui deve essere valutata la scelta.

Il 2400 L non deve essere considerato soltanto come un contenitore più grande.

È parte di un sistema nel quale cassonetto, pedana, punto di raccolta e automezzo devono essere compatibili.

3200 L: massimizzare la capacità del singolo punto

Il 3200 L porta la capacità nominale a 3,2 m³.

Rispetto a un 1100 L, il volume nominale è quasi triplo.

Una capacità di questa dimensione può essere utile quando si devono gestire quantitativi elevati concentrandoli in pochi punti di raccolta.

Anche qui, però, la maggiore capacità ha senso soltanto se è coerente con la frequenza prevista e con l'organizzazione del servizio.

Una delle configurazioni Bunder per i sistemi interrati utilizza cassonetti stazionari da 3200 L su pedane idrauliche, svuotabili mediante compattatori a carico laterale.

Questo permette, per determinati progetti, di associare una volumetria importante a un sistema di raccolta laterale.

La valutazione deve quindi includere anche la possibilità per il mezzo di raggiungere il punto di raccolta e operare correttamente.

Non tutti i rifiuti occupano lo stesso volume

Uno degli errori più comuni è considerare il litro come una misura sufficiente per determinare il fabbisogno di raccolta.

Un litro misura il volume disponibile, non la massa del rifiuto.

Questo diventa particolarmente evidente quando si confrontano frazioni diverse.

Carta e cartone, plastica e materiali molto voluminosi possono occupare rapidamente lo spazio disponibile anche quando il peso complessivo non è elevato.

Altre frazioni possono avere un rapporto differente tra volume e peso.

Per questo motivo, la stessa capacità nominale può produrre frequenze di riempimento molto diverse a seconda della frazione raccolta.

ISPRA evidenzia, ad esempio, che l'uso di contenitori di maggiore capacità può essere particolarmente rilevante per materiali con elevato ingombro volumetrico rispetto al peso.

Il dimensionamento deve quindi considerare i dati della specifica raccolta e non trasferire automaticamente la volumetria di una frazione a un'altra.

La frequenza di svuotamento cambia la capacità necessaria

La relazione fondamentale è semplice:

più frequentemente si svuota un contenitore, minore è la capacità necessaria per sostenere lo stesso flusso di rifiuti; meno frequentemente si effettua lo svuotamento, maggiore deve essere la capacità disponibile.

Nella realtà entrano però altre variabili.

Un gestore può avere vincoli di percorso, disponibilità di mezzi, turni di lavoro, giorni di raccolta, condizioni del traffico o particolari esigenze stagionali.

L'obiettivo non dovrebbe quindi essere semplicemente "ridurre gli svuotamenti".

Il punto è trovare un equilibrio tra:

volume disponibile + frequenza del servizio + organizzazione dei giri + accessibilità del punto.

Le linee guida ISPRA riportano proprio la frequenza del servizio e i quantitativi raccolti tra gli elementi da considerare nella progettazione delle modalità operative.

Più capacità significa necessariamente meno costi?

No.

Un contenitore più grande può ridurre il numero di contenitori necessari o la frequenza degli svuotamenti, ma può anche richiedere un sistema di raccolta specifico, maggiori spazi o una determinata modalità di caricamento.

Anche il costo di un giro di raccolta dipende da molti elementi che non possono essere dedotti dalla sola volumetria.

Per questo, quando si confrontano 1100, 1700, 2400 L e 3200 L, il parametro corretto non è soltanto il prezzo del contenitore.

Bisogna considerare almeno:

  • numero di contenitori;
  • frequenza degli svuotamenti;
  • tempo operativo;
  • mezzo utilizzato;
  • numero di operatori;
  • distanza tra i punti;
  • condizioni della viabilità;
  • eventuali costi di installazione;
  • manutenzione;
  • durata prevista della soluzione.

Bunder propone infatti una gamma che comprende non solo contenitori, ma anche attrezzature e mezzi per l'igiene urbana. La valutazione può quindi essere effettuata considerando il sistema di raccolta nel suo insieme.

Il mezzo di raccolta può determinare la volumetria

La capacità del cassonetto non può essere separata dal sistema di caricamento.

Nelle configurazioni interrate Bunder, per esempio, i cassonetti da 1100 L e 1700 L sono associati a pedane idrauliche per raccolta a carico posteriore, mentre i cassonetti stazionari da 2400 L e 3200 L sono associati a sistemi per compattatori a carico laterale.

Questa relazione è importante anche nel momento in cui un gestore rinnova o amplia la propria flotta.

Se il parco mezzi esistente è organizzato per una particolare modalità di raccolta, cambiare volumetria può significare modificare anche:

  • sistema di presa;
  • modalità di svuotamento;
  • organizzazione del punto di raccolta;
  • caratteristiche dell'automezzo;
  • procedure operative.

In un progetto nuovo esiste maggiore libertà.

In un servizio già operativo, invece, la compatibilità con la flotta esistente può diventare uno dei principali vincoli progettuali.

1100 contro 1700 L: cosa cambia realmente?

Il 1700 L offre il 54,5% circa di capacità nominale in più.

Ma il confronto corretto non è:

1700 è meglio di 1100.

È:

in questo punto di raccolta, il 54,5% di volumetria aggiuntiva produce un vantaggio operativo sufficiente a giustificare la maggiore dimensione?

Il 1100 può rimanere interessante quando:

  • il servizio richiede maggiore distribuzione territoriale;
  • lo spazio è limitato;
  • le quantità conferite sono contenute;
  • la frequenza di raccolta è già elevata;
  • la flotta è organizzata per questo formato.

Il 1700 può diventare interessante quando:

  • il 1100 raggiunge rapidamente il limite operativo;
  • si vuole aumentare la capacità senza passare direttamente a una volumetria molto superiore;
  • la configurazione del sito lo consente;
  • il sistema di raccolta disponibile è compatibile.

1700 contro 2400 L: attenzione al sistema di raccolta

Il passaggio da 1700 a 2400 L aumenta la capacità di circa il 41%.

Ma, nelle soluzioni interrate Bunder considerate in questo articolo, il passaggio coincide anche con una diversa modalità di raccolta:

  • 1100/1700 L: sistema per cassonetti con compattatore a carico posteriore;
  • 2400/3200 L: sistema per cassonetti stazionari con compattatore a carico laterale.

Quindi il confronto non riguarda soltanto 700 L di differenza.

Può riguardare un vero cambio di organizzazione del servizio.

Per questo, se un gestore sta passando da una configurazione all'altra, dovrebbe valutare contemporaneamente contenitore e mezzo.

2400 contro 3200 L: serve davvero tutta quella capacità?

Il passaggio da 2400 a 3200 L aumenta la capacità nominale di circa il 33%.

Può avere senso quando il maggior volume permette di:

  • Allungare l'intervallo tra due svuotamenti
  • Ridurre il numero complessivo di contenitori
  • Assorbire picchi di conferimento
  • Concentrare maggiormente la raccolta

Ma se il punto viene già svuotato con una frequenza elevata, il vantaggio di aggiungere 800 L potrebbe non essere sufficiente a modificare realmente l'organizzazione del servizio.

In quel caso il maggior volume potrebbe tradursi semplicemente in capacità inutilizzata.

Il dimensionamento deve quindi partire dai dati di utilizzo.

Una regola pratica: progettare sulla frequenza reale, non sul volume massimo

Un contenitore non dovrebbe essere dimensionato pensando:

"Più grande è, meglio è."

E neppure:

"Prendiamo il più piccolo per risparmiare."

Il criterio più solido è quello di confrontare il volume richiesto dal servizio con quello disponibile nel contenitore e verificare quanto spesso il punto raggiunge il livello che rende necessario lo svuotamento.

Per fare questo è utile disporre, quando possibile, di dati storici sui conferimenti.

Per un gestore già operativo possono essere analizzati:

  • numero di svuotamenti;
  • giorni e orari di raccolta;
  • segnalazioni di contenitori pieni;
  • variazioni stagionali;
  • quantità raccolte per frazione;
  • distribuzione degli utenti.

Quando invece si tratta di un nuovo progetto, il dimensionamento deve partire dalle caratteristiche previste del territorio e dell'utenza, introducendo margini coerenti con le condizioni del servizio senza trasformarli in numeri arbitrari.

Come scegliere la volumetria per una gara d'appalto

Per un responsabile procurement o un RUP la domanda non è soltanto "quale volume acquistare?".

La documentazione tecnica dovrebbe definire in modo coerente almeno:

  • capacità nominale richiesta;
  • frazione o frazioni destinate alla raccolta;
  • configurazione del contenitore;
  • sistema di svuotamento;
  • compatibilità con il mezzo;
  • caratteristiche dimensionali;
  • requisiti di sicurezza;
  • eventuali sistemi di accesso;
  • eventuale monitoraggio del livello;
  • requisiti ambientali applicabili;
  • manutenzione e disponibilità dei componenti.

Il tema è rilevante anche perché il CAM Rifiuti adottato con D.M. 23 giugno 2022 n. 255 riguarda, tra gli altri affidamenti, la fornitura di contenitori e sacchetti per la raccolta dei rifiuti urbani.

Questo non significa che la capacità del cassonetto sia determinata dai CAM.

Significa che una fornitura pubblica deve essere valutata all'interno del quadro tecnico e ambientale applicabile alla procedura.

Il contenitore va scelto insieme alla configurazione

Per una fornitura di cassonetti per la raccolta differenziata, la capacità rappresenta soltanto una parte della specifica.

Occorre valutare anche:

Materiale e struttura

Acciaio e polietilene possono rispondere a esigenze differenti e devono essere valutati in relazione all'uso previsto, alla resistenza richiesta e alla configurazione del contenitore.

Modalità di conferimento

Le aperture devono essere coerenti con la frazione raccolta e con il comportamento previsto degli utenti.

Sistema di movimentazione

Ruote, punti di presa, coperchi e componenti devono essere compatibili con il sistema di svuotamento previsto.

Accesso

Per alcuni servizi può essere utile prevedere sistemi di identificazione o controllo degli accessi. Bunder indica che la propria gamma di contenitori può essere completata con sistemi per il controllo degli accessi e del livello di riempimento.

Monitoraggio

Quando esiste una reale esigenza operativa, il controllo del riempimento può essere integrato nella gestione del servizio.

La capacità diventa quindi una delle variabili di una soluzione molto più ampia.

Una tabella di orientamento

Capacità Volume nominale Quando può essere interessante Aspetto da verificare
1100 L 1,1 m³ Punti con volumi contenuti o maggiore distribuzione dei conferimenti Frequenza di svuotamento e numero di punti necessari
1700 L 1,7 m³ Quando serve più capacità del 1100 senza passare a volumetrie superiori Compatibilità con sistema di raccolta e spazio disponibile
2400 L 2,4 m³ Punti con quantitativi importanti e possibilità di concentrare il conferimento Mezzo e sistema di caricamento
3200 L 3,2 m³ Punti con elevati volumi o necessità di maggiore autonomia tra gli svuotamenti Ingombro, accessibilità e reale utilizzo della capacità

La tabella non rappresenta una classificazione rigida. La stessa volumetria può essere appropriata in un contesto e poco adatta in un altro.

La scelta non dovrebbe fermarsi alla capacità

Un gestore che sta scegliendo tra 1100, 1700, 2400 L e 3200 L dovrebbe riuscire a rispondere a una serie di domande molto concrete.

Quanto rifiuto viene prodotto nel punto?

Non soltanto in media, ma anche nei periodi di maggiore produzione.

Qual è la frequenza di svuotamento prevista?

Una capacità elevata ha senso soprattutto quando viene utilizzata per modificare effettivamente l'organizzazione del servizio.

Quale frazione viene raccolta?

La volumetria necessaria può cambiare significativamente a seconda del materiale.

Quale mezzo deve effettuare la raccolta?

Il sistema di caricamento deve essere compatibile con il cassonetto.

Quanto spazio c'è?

Il volume interno non è l'unico ingombro da valutare.

Quanti punti di raccolta sono necessari?

Ridurre il numero dei contenitori può essere positivo soltanto se il punto rimane accessibile alle utenze.

Il sistema deve essere interrato?

Nel caso di un progetto con contenitori interrati, la volumetria deve essere valutata insieme alla pedana e al sistema di svuotamento.

Serve il monitoraggio?

Sensori di riempimento e sistemi di controllo possono essere utili, ma devono rispondere a una reale necessità operativa.

La capacità giusta è quella coerente con il servizio

1100, 1700, 2400 L e 3200 L rappresentano capacità diverse, ma nessuna può essere indicata a priori come la soluzione migliore.

Il 1100 L privilegia una capacità più contenuta e una maggiore distribuzione dei punti. Il 1700 L permette di aumentare la volumetria senza arrivare ai grandi cassonetti. Il 2400 e il 3200 L consentono di concentrare quantità maggiori di rifiuto e, nelle configurazioni Bunder per la raccolta interrata, sono associati a sistemi a carico laterale.

La scelta corretta nasce dall'incrocio di quattro elementi:

quantità di rifiuto, frequenza di raccolta, sistema di svuotamento e condizioni del territorio.

A questi vanno aggiunti, quando necessario, spazio, accessibilità, costi operativi, esigenze di monitoraggio e caratteristiche della flotta.

Bunder propone sistemi di raccolta stradale, interrati e seminterrati, oltre alle relative attrezzature per l'igiene urbana, e può quindi valutare la capacità all'interno della configurazione complessiva del servizio.

Domande frequenti

È meglio un cassonetto da 1100 o da 1700 L?

Dipende dai quantitativi raccolti, dalla frequenza di svuotamento e dal sistema di raccolta. Il 1700 L offre circa il 55% di capacità nominale in più rispetto al 1100, ma l'aumento ha valore soltanto se viene effettivamente utilizzato dal servizio.

Quando conviene un cassonetto da 2400 L?

Può essere valutato quando un punto di raccolta deve gestire quantitativi importanti e il sistema di raccolta è compatibile con la maggiore capacità. Nelle configurazioni interrate Bunder è associato a pedane per cassonetti stazionari e compattatori a carico laterale.

Quando scegliere un cassonetto da 3200 L?

Il 3200 L può essere interessante quando l'elevata capacità permette di gestire maggiori quantitativi concentrandoli nello stesso punto o riducendo la frequenza degli svuotamenti. Occorre però verificare ingombro, accessibilità e sistema di raccolta.

Un cassonetto più grande riduce sempre gli svuotamenti?

No. Dipende dalla quantità di rifiuto conferita e dall'organizzazione del servizio. Una capacità superiore permette di ridurre la frequenza solo quando il volume aggiuntivo viene realmente utilizzato.

Quale capacità è più adatta alla raccolta della plastica?

Non esiste una capacità universalmente corretta. La plastica può avere un elevato volume rispetto al peso, quindi il dimensionamento deve considerare i quantitativi e la frequenza effettiva del servizio. ISPRA evidenzia proprio la rilevanza dell'ingombro volumetrico nella progettazione della raccolta.

Il 2400 e il 3200 L possono essere utilizzati per la raccolta laterale?

Nella gamma Bunder delle soluzioni interrate, le pedane per cassonetti stazionari da 2400 L e 3200 L sono progettate per essere svuotate con compattatori a carico laterale.

1100 L e 1700 L possono essere utilizzati con il carico posteriore?

Per le configurazioni di cassonetti interrati Bunder, le pedane da 1100 L e 1700 L sono previste per lo svuotamento con tradizionali compattatori a carico posteriore.

È possibile usare contenitori di capacità diversa nella stessa raccolta?

Sì, quando il progetto lo prevede e le diverse configurazioni sono compatibili con il servizio. La scelta può dipendere dalla frazione raccolta, dalla distribuzione delle utenze e dalle caratteristiche dei diversi punti.

È possibile monitorare il livello di riempimento?

Sì. Bunder indica la possibilità di completare i propri contenitori con sistemi per il controllo del livello di riempimento e degli accessi.

Quali dati servono per dimensionare correttamente un cassonetto?

Sono utili almeno quantitativi raccolti per frazione, numero e tipologia di utenze, frequenza degli svuotamenti, distribuzione territoriale, eventuali variazioni stagionali, sistema di raccolta e caratteristiche della flotta.

Qual è la differenza tra capacità nominale e capacità utile?

La capacità nominale è il volume geometrico dichiarato del contenitore. La quantità effettivamente utilizzabile prima dello svuotamento dipende invece dalla modalità di conferimento, dal rifiuto raccolto e dall'organizzazione del servizio.

Scegliere la capacità significa progettare il servizio

Un cassonetto da 1100 L non è semplicemente un cassonetto più piccolo di uno da 3200 L.

I quattro formati possono inserirsi in organizzazioni della raccolta differenti, con esigenze diverse per quanto riguarda distribuzione territoriale, frequenza degli svuotamenti, sistemi di caricamento e mezzi.

Per questo la scelta dovrebbe partire dai dati del servizio e arrivare alla volumetria, non il contrario.

Bunder dispone di una gamma di contenitori per raccolta domestica, domiciliare, stradale e di prossimità, insieme alle relative attrezzature per l'igiene urbana. La scelta della capacità può quindi essere valutata all'interno della configurazione complessiva del sistema.

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