
Contenitori interrati
Realizziamo isole con contenitori interrati a campana da 3 a 5 m³, per conferire in ordine e con poco ingombro visivo.
Guide e risorse
Come scegliere contenitori interrati tra campane, cassonetti e seminterrati: capacità, mezzi, viabilità e modello di servizio. Guida Bunder per enti e gestori.

Scegliere un sistema per la raccolta di prossimità non significa semplicemente decidere quale contenitore installare. Prima di valutare modello, capacità e materiali bisogna capire come verrà utilizzato, quali mezzi effettueranno lo svuotamento, quanto spazio è disponibile e quali caratteristiche ha l'area in cui sarà realizzata l'isola ecologica.
Le soluzioni interrate e seminterrate permettono di concentrare volumi importanti di rifiuti in punti di raccolta relativamente compatti, riducendo la presenza dei contenitori in superficie. Ma campane interrate, cassonetti interrati con pedana idraulica e contenitori seminterrati non rispondono alle stesse esigenze.
La scelta corretta nasce dall'equilibrio tra capacità, modalità di svuotamento, viabilità, spazio disponibile, organizzazione del servizio e caratteristiche del territorio.
Nel mercato vengono spesso accomunate soluzioni che, dal punto di vista tecnico, sono molto diverse. Per una corretta progettazione conviene distinguere almeno tre configurazioni.
Le campane interrate sono contenitori che raccolgono il rifiuto al di sotto del piano stradale e presentano in superficie soltanto i punti di conferimento. Le soluzioni Bunder sono disponibili con capacità di 3, 4 e 5 m³ e vengono svuotate per gravità attraverso sistemi di presa a gancio singolo, doppio gancio o Kinshofer.
I cassonetti interrati mantengono invece il concetto del cassonetto tradizionale, ma lo collocano sotto il piano stradale mediante una pedana idraulica. In questo modo è possibile continuare a utilizzare specifiche tipologie di mezzi già presenti nella flotta. Bunder propone, tra le altre configurazioni, pedane per cassonetti da 1.100 L e 1.700 L destinati allo svuotamento con compattatori a carico posteriore e sistemi per cassonetti stazionari da 2.400 L e 3.200 L abbinabili a compattatori a carico laterale.
I contenitori seminterrati rimangono invece parzialmente visibili sopra il piano stradale. La parte destinata all'accumulo si sviluppa prevalentemente sotto terra, mentre la porzione esterna costituisce il punto di conferimento. La gamma Bunder comprende configurazioni in polietilene e in acciaio, con volumetrie che, a seconda del modello, arrivano fino a 5.000 L.
La differenza non è quindi soltanto estetica. Ogni sistema comporta un diverso rapporto tra capacità, modalità di installazione, mezzi di raccolta e gestione operativa.

Le campane interrate sono particolarmente interessanti quando si vuole ottenere una capacità elevata mantenendo ridotto l'ingombro visibile in superficie.
Nel caso delle soluzioni Bunder, il contenitore in acciaio viene alloggiato in un cassero monolitico in cemento armato prefabbricato. In superficie rimangono i torrini destinati al conferimento delle diverse frazioni. Lo svuotamento avviene mediante sistemi di sollevamento dedicati e il contenitore torna successivamente nella sua posizione.
Questa configurazione può essere valutata, per esempio, in aree urbane dove il numero di contenitori presenti sul suolo pubblico deve essere ridotto o dove si vuole concentrare una maggiore capacità in un punto di raccolta.
Bunder indica le campane interrate come particolarmente adatte alle aree urbane di semi-periferia, mentre la scelta finale deve comunque essere verificata rispetto all'accessibilità del mezzo, al sistema di presa e alla configurazione complessiva del servizio.
Un elemento da non trascurare è quindi il mezzo di svuotamento. Una campana con sistema di presa a gancio non può essere considerata indipendentemente dall'automezzo che dovrà movimentarla.
Prima di scegliere il contenitore occorre verificare almeno:
I cassonetti interrati con pedana idraulica seguono una logica diversa.
L'obiettivo non è sostituire completamente il sistema di raccolta esistente, ma portare il contenitore sotto il piano stradale mantenendo, quando possibile, una logica operativa compatibile con gli automezzi già impiegati dal gestore.
Bunder propone pedane interrate per cassonetti caricabili da 1.100 L e 1.700 L, utilizzabili con compattatori a carico posteriore. Per cassonetti stazionari da 2.400 L e 3.200 L sono invece disponibili pedane progettate per l'impiego con compattatori a carico laterale.
Questa distinzione è importante soprattutto quando un gestore possiede già una flotta specifica e vuole intervenire sul sistema di conferimento senza riprogettare integralmente la logistica di raccolta.
Per esempio, una strada stretta o un centro storico può rendere interessante una configurazione con cassonetti caricabili e compattatore a carico posteriore. Al contrario, in una strada ampia e facilmente percorribile, un sistema con cassonetti stazionari e compattatore a carico laterale può essere più coerente con l'organizzazione del servizio. Bunder stessa associa queste configurazioni a contesti viari differenti.
In questo caso la domanda corretta non è:
"Qual è il cassonetto interrato migliore?"
È:
"Quale cassonetto interrato è compatibile con il sistema di raccolta che devo utilizzare?"
I sistemi seminterrati possono rappresentare un compromesso interessante quando si cerca una capacità superiore rispetto ai contenitori tradizionali, ma non si vuole adottare una soluzione completamente interrata.
La parte inferiore del contenitore viene collocata sotto il livello del terreno, mentre quella superiore rimane visibile. Questo permette di sviluppare una capacità considerevole mantenendo comunque un sistema più semplice dal punto di vista dell'installazione rispetto ad alcune configurazioni completamente interrate.
La gamma Bunder comprende sistemi seminterrati con cassero esterno in polietilene oppure in cemento e contenitori interni realizzati, a seconda della configurazione, in polietilene, acciaio o con sacco interno. Le volumetrie indicate dalla gamma arrivano fino a 5 m³, con soluzioni specifiche anche per la frazione organica.
Questa configurazione può essere particolarmente interessante in periferia, aree di servizio, contesti rurali e montani, porti e marine, che Bunder indica tra gli ambiti di applicazione dei propri sistemi seminterrati.
Un'altra possibilità è ricorrere a sistemi fuori terra quando gli scavi non risultano convenienti. La stessa gamma Bunder prevede infatti contenitori fuori terra con caratteristiche estetiche coordinate con alcune soluzioni seminterrate.
| Soluzione | Capacità indicative della gamma Bunder | Sistema di svuotamento | Quando valutarla |
|---|---|---|---|
| Campane interrate | 3, 4 e 5 m³ | Gru e sistemi di presa dedicati | Quando si vuole concentrare una capacità elevata sotto il piano stradale |
| Cassonetti interrati carreggiabili | 1.100 e 1.700 L | Compattatore a carico posteriore | Quando si vuole mantenere una logica operativa compatibile con cassonetti caricabili |
| Cassonetti stazionari interrati | 2.400 e 3.200 L | Compattatore a carico laterale | Quando la viabilità consente l'impiego di mezzi laterali |
| Seminterrati | circa 0,8-5 m³ secondo configurazione | Gancio singolo, doppio gancio o Kinshofer secondo modello | Quando si cerca capacità elevata con una porzione del contenitore fuori terra |
Le capacità e le modalità di svuotamento dipendono dalla configurazione scelta e dal modello specifico.
Il confronto evidenzia un aspetto spesso sottovalutato: la capacità del contenitore non può essere valutata separatamente dalla modalità con cui verrà svuotato.

Quando si progetta un'isola ecologica, il contenitore è soltanto uno degli elementi del sistema.
Una guida tecnica dedicata alla progettazione dei punti di raccolta sottolinea, per esempio, l'importanza di verificare in anticipo il sistema di sollevamento richiesto, l'accessibilità del veicolo, gli spazi di manovra, la pendenza dell'area e la possibilità di predisporre più frazioni di raccolta.
È quindi consigliabile partire da una serie di domande operative.
Quale mezzo effettuerà lo svuotamento?
Una campana interrata richiede un sistema di presa compatibile con l'attrezzatura del mezzo. Un cassonetto interrato con pedana, invece, viene riportato al piano strada attraverso il sistema idraulico e può essere svuotato secondo la modalità prevista dalla configurazione.
Quante frazioni devono essere raccolte?
Il numero di contenitori, la loro capacità e la disposizione dei punti di conferimento devono essere coerenti con le frazioni previste dal servizio.
Quanto traffico deve attraversare l'area?
La posizione dell'isola ecologica deve essere compatibile con le traiettorie del mezzo, le operazioni di svuotamento e le condizioni di sicurezza durante il sollevamento.
Quanto spazio occupa il sistema?
Non va considerato solamente lo spazio occupato dal contenitore. Occorre valutare anche cassero, pedana, zona di conferimento, spazio di manovra e area necessaria al mezzo durante la raccolta.
Lo stesso sistema di raccolta può funzionare molto bene in una zona e risultare poco adatto in un'altra.
In una strada stretta o in un centro storico, ad esempio, diventano particolarmente importanti ingombri, accessibilità e modalità di svuotamento. In una strada ampia, la possibilità di operare con un compattatore a carico laterale può aprire configurazioni differenti.
Bunder indica proprio questa relazione tra tipologia della strada e sistema di raccolta: le pedane per cassonetti carreggiabili sono associate in particolare a strade strette e centri storici, mentre i cassonetti stazionari interrati con pedana sono indicati per strade di facile scorrimento.
Per questo motivo, durante la progettazione è opportuno considerare anche:
Questi aspetti possono incidere sulla scelta più della semplice volumetria del contenitore.
Non necessariamente.
Una maggiore capacità può ridurre la frequenza necessaria degli svuotamenti, ma il dimensionamento deve essere collegato ai quantitativi realmente raccolti, alle caratteristiche delle diverse frazioni, alla frequenza del servizio e alla distribuzione delle utenze.
ISPRA ha evidenziato da tempo che l'utilizzo di contenitori di maggiore capacità può contribuire a contenere la frequenza di svuotamento, mentre il dimensionamento della rete di contenitori deve tenere conto anche della quantità di rifiuti prodotta, della densità abitativa e della distanza che l'utente deve percorrere per il conferimento.
Lo stesso principio resta valido nella progettazione di una soluzione interrata: aumentare il volume disponibile non risolve da solo un problema di organizzazione della raccolta.
Serve una valutazione complessiva del servizio.
Una caratteristica che può essere integrata in diverse configurazioni è il controllo degli accessi e del livello di riempimento.
Bunder indica la possibilità di completare i propri contenitori interrati, seminterrati e fuori terra con sistemi hardware e software dedicati al controllo degli accessi e al monitoraggio del riempimento.
Questa possibilità diventa interessante quando il gestore vuole associare il sistema fisico a una gestione più precisa dei conferimenti e delle operazioni di raccolta.
Non significa però che ogni installazione debba necessariamente essere dotata di tecnologia di monitoraggio. La convenienza dipende dagli obiettivi del servizio, dal modello organizzativo e dal livello di controllo necessario.
Non esiste una soluzione valida per ogni territorio.
In linea generale, una campana interrata può essere presa in considerazione quando la priorità è ottenere una capacità elevata sotto il piano stradale e il gestore dispone di mezzi compatibili con il sistema di sollevamento.
Un cassonetto interrato con pedana può essere più interessante quando il progetto deve rimanere strettamente collegato alla flotta esistente, distinguendo tra soluzioni per compattatori posteriori e sistemi per compattatori laterali.
Un sistema seminterrato può avere senso quando si vuole ottenere una capacità significativa limitando la parte emergente e, in determinati contesti, rendendo più semplice la posa rispetto a una soluzione completamente interrata.
Esistono poi situazioni in cui la soluzione più razionale rimane un contenitore fuori terra. Anche la gamma Bunder contempla questa possibilità, soprattutto quando gli scavi non risultano convenienti o quando le condizioni del sito la rendono più appropriata.
La progettazione dovrebbe quindi seguire il percorso:
territorio → utenze e volumi → sistema di raccolta → mezzo di svuotamento → contenitore → configurazione dell'isola.
Invertire questo ordine può portare a scegliere un contenitore tecnicamente valido ma poco coerente con il servizio.
Un'isola ecologica di prossimità deve essere considerata come un sistema integrato.
La configurazione finale dipende dal rapporto tra spazio disponibile, numero di frazioni, capacità necessaria, accessibilità, modalità di svuotamento e condizioni del territorio.
Bunder propone soluzioni interrate, seminterrate e fuori terra proprio all'interno di questa logica, con diverse configurazioni di contenitori, pedane e sistemi di controllo.
Per un Comune, un gestore ambientale o un progettista, il passaggio più importante consiste quindi nel definire prima il funzionamento del punto di raccolta e soltanto dopo individuare la configurazione tecnica.
In presenza di un progetto concreto, la valutazione può includere anche la flotta disponibile, le caratteristiche della viabilità, le frazioni raccolte, i volumi attesi e gli eventuali sistemi di accesso e monitoraggio.
Nel sistema interrato la parte principale destinata alla raccolta si trova sotto il piano stradale e in superficie rimane principalmente il punto di conferimento. Nel sistema seminterrato una porzione più consistente del contenitore rimane visibile sopra il terreno. La differenza incide su installazione, configurazione, ingombro e contesto di utilizzo.
Dipende dalla tipologia. Nella gamma Bunder le campane interrate sono disponibili da 3, 4 e 5 m³, mentre i sistemi con cassonetti interrati utilizzano, a seconda della configurazione, contenitori da 1.100, 1.700, 2.400 L e 3.200 L. I sistemi seminterrati arrivano, secondo il modello, fino a 5.000 L.
Alcune configurazioni sono progettate proprio per mantenere una modalità di raccolta compatibile con autocompattatori a carico posteriore o laterale. La compatibilità deve però essere verificata sulla specifica configurazione della pedana, del cassonetto e del mezzo.
Sì. Una soluzione interrata richiede la predisposizione dello spazio sotto il livello del terreno e, a seconda del sistema, casseri, pedane e relativi componenti. L'entità delle opere dipende dalla tecnologia e dal sito di installazione.
Sì. Le soluzioni Bunder possono essere predisposte, secondo configurazione, con sistemi hardware e software per il controllo del livello di riempimento e degli accessi.
Non esiste una risposta valida per tutti i centri storici. Occorre verificare soprattutto larghezza delle strade, accessibilità del mezzo, modalità di svuotamento, spazio disponibile e vincoli del contesto. Bunder indica in particolare i sistemi con cassonetti caricabili su pedana tra le soluzioni da valutare per strade strette e centri storici.
Dipende dal sistema di raccolta. La campana interrata utilizza un proprio sistema di sollevamento e grandi volumetrie, mentre il cassonetto interrato tramite pedana può mantenere una maggiore continuità con alcune modalità di raccolta già utilizzate dal gestore. La scelta va quindi fatta considerando anche il mezzo disponibile.
La capacità deve essere rapportata ai quantitativi raccolti, alle frazioni, alla frequenza prevista degli svuotamenti, al numero di utenti serviti e alla distribuzione dei punti di conferimento. Non è consigliabile scegliere la volumetria guardando soltanto lo spazio disponibile.
Campane, cassonetti interrati e sistemi seminterrati risolvono esigenze diverse. La scelta corretta non dipende quindi dal solo contenitore, ma dall'interazione tra punto di conferimento, capacità, spazio disponibile, viabilità, mezzo di raccolta e sistema di svuotamento.
Bunder mette a disposizione diverse configurazioni di contenitori interrati e seminterrati, comprese soluzioni a campana, pedane per cassonetti caricabili e stazionari e sistemi seminterrati.
Per un nuovo progetto conviene quindi partire dai dati del territorio e dal funzionamento previsto del servizio. Da questi elementi è possibile definire la configurazione più coerente per l'isola ecologica, senza vincolare a priori il progetto a una singola tipologia di contenitore.